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(V,1) |
Su
quel letto di tenere erbe sita, sentì Psiche placar nel cor la paura e nel sonno s'abbandonò sfinita. Ristorata da quella dolce cura s'alzò e vide, nel guardo suo carpita, fitti alberi, grandi e alti a verdi mura, e d'acque cristalline una sorgente ove una reggia lì v'era possente. Appariva
all'entrata sì sfarzosa I
preziosi mosaici pavimenti Da
delizia di quel luogo attirata, """Non
stupirti, oh signora,
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168 |
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vv. 179 "venti": per più volte quanti sono i venti; vv. 182 "facea errare": illuminava in contrapposizione alla mancanza dell'errante sole; vv. 188 magazzini partorienti e traboccanti di preziosi.
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