Camelot - Cavalleria, Onore, Giustizia

Musyco
di Pirro Cecco da Franosfe

- IV -

 

Strido di cinguettio, passero in cielo,
   canto di pianto fra nembi offuscati,
   libero tal'io esser vorrei stelo,
   sollevato dai venti affaticati.

Da quell'occhio oscuro una goccia cade
   e si' perdura per fitto aer trapasso
   cadenzando d'amor frantumi e strade.
   Tu cadi, goccia in tuo compatto e lasso;

cadi in silenzio sulla guancia eterna
   di spazi sconfinati e triste sempre.
   Quale labbro sara' la tua lucerna
   per pari lume opaco in sol dicembre ?

Su quale labbro fenderai paziente
   il tardivo tepor dell'aspro assaggio ?
   E in quale riposto antro della mente
   cangera' il dir sofferto in fior di maggio ?

T'ho persa goccia fra i petali chiusi
   di quella bianca rosa imporporata
   e, tra le spire di aromi diffusi,
   linfa, ribolli di passione innata.

Torna da me venereo sospir mite
   e te racchiudero' corolla amante
   fra gelose carezze sparse e ardite,
   bacio che, pria ancor sogno, è tracotante ;

Giaci ! calco labial petalo amore
   e nascondi fra le braccia protese
   il fervido dilemma del tuo cuore,
   del mio, dei nostri, o dolci spezie intese,

tu, tumido tutor palpito ribelle !
   Petal soffuso di radianti stelle !

 

 

 




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Sir Pirro Cecco Da Franosfe

 

 



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