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Perchè calpestar te, terra contrita
tra l'arse spighe gialle al sol dorate !
Mi seduci al color del crin, svestita,
e in te soggiaccio per membra sfatate.
Son perso fra i tuoi anfratti vivi e nudi
e, fra le dita, asperge la tua polve
che al vento ascende qual tu me ripudi,
sfuggendo, segreta aer, qual se dissolve.
Nel palmo, or prigionier, di tua v'e' parte,
prigionier ladro del cor cui ridesti
quel d'amor verita', muta al vel d'arte.
Parlami sassolino mio smarrito !
Tu sei qui ! Dove son gl'altri tuoi resti ?
Te solo, fulcro, io bacio duol scandito
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