Camelot - Cavalleria, Onore, Giustizia

Musyco
di Pirro Cecco da Franosfe

- XV -

 

Dalle sopite braccia, in se' avvinghiate,
   cui il corpo sfatto, memore al di', quieta,
   di donna, qual Fior, dolci essenze afflate
   esalano silenti al cor che lieta.

D'ampi sospiri affondano le nari
   fra le fragili morse che perdenti
   ebbero strette in se', piu' d'altri avari,
   l'amate vesti e i baci misti a stenti.

Manto di straripanti tumulti
   travolgi ! fra le fila, in mia tregua,
   il Fiore la' ove assiepano i singulti.

Tiranno ! il vento che altrove trasuda
   l'effuso aroma e che, lento, dilegua
   dalla svestita pelle bianca e nuda.

 

 




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Sir Pirro Cecco Da Franosfe

 

 



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